Caso Placanica: Verbiest dice la sua
February 5th, 2007 by Casino Online ItalianoL’avvocato Thibault Verbiest, avvocato dei fori di Parigi e Bruxelles,noto per la sua esperienza in questioni legali sul gioco, dice la sua sulla sentenza definitiva del prossimo 6 marzo a proposito dell’ormai famoso “Caso Placanica”.
L’avvocato innanzitutto consiglia alla Corte di Giustizia Europea di precisare i principi della precedente sentenza Gambelli in cui i giudici comunitari avevano considerato che le libertà fondamentali enunciate nel Trattato comunitario (TCE) possono essere ristrette soltanto se giustificate da ragioni imperiose d’interesse generale; se atte a garantire il conseguimento dell’obiettivo perseguito senza andare al di là di ciò che è necessario per raggiungere questo obiettivo ed infine se sono in alcun modo discriminatorie.
Tuttavia, i giudici hanno lasciato alle giurisdizioni nazionali il compito di verificare se le condizioni enunciate fossero rispettate. Secondo Verbiest anziché lasciare il campo libero agli Stati membri di analizzare se il danno ai principi comunitari sia giustificato, sarebbe più opportuno che la Corte stessa definisca quali siano le cause suscettibili di legittimare tale danno.
Egli, quindi, invita la Corte di giustizia ad essere più esplicita e a ricercare se le misure restrittive “non vanno al di là di ciò che è necessario per raggiungere gli obiettivi fissati dalla legislazione nazionale”. Il giudice comunitario sarebbe allora competente per verificare se esiste una causa che giustifica gli ostacoli alle libertà comunitarie, se sono non discriminatorie, adeguate e proporzionate; competenza fino là a riservata alle giurisdizioni nazionali.
Se le conclusioni a cui è giunto Verbiest saranno confermate, ogni normativa nazionale sarà considerata contraria ai principi del Trattato se proibisce sotto pena di sanzioni penali, “di raccogliere, accettare, registrare o trasmettere proposte di scommesse, in mancanza di concessione o d’autorizzazione rilasciata dallo Stato membro interessato, per conto di un’impresa che non può ottenere questa concessione e questa autorizzazione per rendere tali servizi in questo paese, ma che possiede un’abilitazione a fornirli consegnata da un altro Stato membro nel quale risiede “. (Jamma)
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