Il Bando per generare reddito
“L’Italia sta perseguendo un programma di autorizzazioni che mira ad una apertura “a tutti i giochi”, cominciando da alcuni prodotti on line come le scommesse sportive, gli skill games e il bingo, ma è estremamente improbabile che questa soluzione ossa essere compatibile con la legge Europea”.
Ad esprimere questo giudizio è Torbjörn Ihre, responsabile della commissione Affari Esteri dell’EBA, l’associazione europea degli operatori delle scommesse. Per Ihre è invece “piuttosto evidente il tentativo di generare reddito da parte di un paese che sta avendo serie difficoltà finanziarie”.
“ Mentre molte società estere hanno fatto domanda per ottenere le autorizzazioni , permangono condizioni onerose (che noi riteniamo sproporzionate e assolutamente non necessarie) e il regime italiano resta discriminatorio rispetto a quello di altre giurisdizioni europee. A cominciare dalla tassa sulla raccolta delle giocate che parte dal 3% fino al 15,7% per le corse ippiche, per passare al fatto che gli operatori devono individuare i servers e tasse applicate alla attività di società nazionali che ammontano al 38% del fatturato.
Per non parlare dei 300.000 euro necessari per aggiudicarsi l’autorizzazione a fornire servizi per la raccolta delle giocate on line”. “ Per questo- spiega Torbjörn Ihre, ritengo che il termini liberalizzazione possa essere giusto ma non sicuramente nella forma che sia anche compatibile con gli obblighi dello Stato italiano ai principi dell’articolo 49 . Lo stesso che l’Italia dovrà dimostrare di non aver disatteso in altri due provvedimenti sui quali sta indagando la Commissione Europea dopo aver aperto due procedure di infrazione.(Jamma)
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