Stanley, il fatto non sussiste
March 31st, 2007 by Casino Online ItalianoA poche settimane dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea (caso Placanica) che ha stabilito la contrarietà ai principi comunitari della sanzione penale prevista dalla normativa interna (legge 401/89 e art. 88 TULPS), la Corte di Cassazione ha affrontato numerosi ricorsi e sentenze relativi ad attività di ricevitoria (cosiddetti CTD - Centri di Trasmissione Dati) per conto del bookmaker internazionale Stanley International Betting di Liverpool.
Ricorsi il cui giudizio era stato sospeso dalla Suprema Corte in attesa della sentenza europea. Su conforme richiesta del Procuratore Generale di disapplicare la normativa interna perché contraria agli artt. 43 e 49 del Trattato CE, la Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione, ha stabilito l’annullamento di tutte le sentenze di condanna e il rigetto di tutti i ricorsi dei Pubblici Ministeri perche’ “il fatto non sussiste”. Ne consegue l’assoluzione dei titolari di tutti i CTD Stanley che erano stati condannati e la conferma del dissequestro delle attrezzature.
“Dopo 10 anni di giurisprudenza negativa e una sentenza delle Sezioni Unite, la Suprema Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio numerose sentenze di condanna di titolari dei Centri Stanley dichiarando che il fatto non sussiste“, ha commentato l’avvocato Daniela Agnello, difensore dei titolari dei centri Stanley. “La Corte, inoltre, ha respinto i ricorsi dei Pubblici Ministeri confermando le ordinanze di molti Tribunali del Riesame che avevano disapplicato la sanzione penale. Anche la Procura Generale, dunque, conferma le linee guida della Corte di Giustizia Europea e chiede la disapplicazione della normativa italiana. Queste pronunce della Corte rappresentano un importante traguardo dopo lunghi anni di battaglie giudiziarie in difesa dei Centri Stanley. Anni segnati da sequestri e dissequestri, sentenze di assoluzione e di condanna, ma anche da due pronunce della Corte di Giustizia Europea obbligatorie e vincolanti (Casi Gambelli e Placanica) e da ben tre procedure di infrazione contro lo Stato Italiano.”
Chiamata a decidere anche su 4 casi di CTD non facenti parte del circuito Stanley, ciascuno con proprio diverso difensore e argomentazioni, la Corte ha invece distinto le posizioni rinviando i casi - per un nuovo giudizio - a diversi distretti di Corte d’Appello. La sentenza riguarda una trentina di centri Stanley distribuiti su tutto il territorio nazionale. agicos
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